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La carriera di un libertino

VenueTeatro dell'Opera - Teatro Costanzi
Calendarven 27 nov 2026 - sab 05 dic 2026
Sinossi/Dettagli

Trama

L'azione si svolge in inghilterra nel XVIII secolo.

Atto primo

Scena I. Un pomeriggio di primavera Tom Rakewell, giovanotto scapestrato, amoreggia con Anne nel giardino della casa del padre di lei, Trulove. I due giovani parlano esaltando la bellezza della natura e dell'amore. Trulove offre a Tom un lavoro da contabile che il giovane rifiuta perché non ha alcuna voglia di lavorare, infatti confessa che il suo unico desiderio è di diventare ricco. All'improvviso appare uno sconosciuto, Nick Shadow, che rappresenta il diavolo, e che annuncia a Tom la morte di uno zio che lo ha lasciato erede di un cospicuo patrimonio. Nick chiede di restare al suo servizio e il giovane lo assume; Anne intanto ringrazia il cielo per la buona fortuna. Nick invita Tom a stabilirsi a Londra per espletare le pratiche dell'eredità. Il giovane chiede a Nick quale compenso egli desideri per i suoi servizi, ma questi gli dice soltanto che dopo un anno e un giorno Tom giudicherà quanto avrà fatto per lui e solo allora pagherà il dovuto.

Scena II. Nella grande città il giovane, incitato da Shadow, si abbandona ad un'esistenza dissoluta nel bordello di Mother Goose. Nick spiega alla tenutaria come egli si sia mosso per preparare Tom al vizio. Quando l'orologio a cucù suona l'una Shadow fa retrocedere il tempo di un'ora. Vengono presentate a Tom le donne del bordello, ma il giovane si dispera per il suo tradimento e chiede al dio Amore di aiutarlo. Le cortigiane lo invitano, ma Mother Goose lo vuole per sé e i due si dirigono verso la porta. Nick brinda facendo aTom gli auguri per dolci sogni.

Scena III. Nell'abitazione di campagna di Trulove, in una notte di luna piena, Anne è sconfortata poiché non ha più notizie del fidanzato. Quando il padre la interpella, Anne risponde che non può abbandonare Tom a chi sa quale destino, ribadendo il suo amore, decide di andare a Londra a cercarlo.

 

Atto secondo

Scena I. Tom, seduto a un tavolo, esprime tutta la sua noia per la vita di vizi e di piaceri; suggestionato da Shadow, si lascia convincere a sposare Baba "la turca", la donna barbuta del circo così orribile da far svenire anche dei soldati nel vederla. Soltanto così, gli dice l'amico, agendo in piena libertà, con un atto gratuito, potrà essere felice.

Scena II. Anne, giunta a Londra, incontra Tom mentre egli rientra a casa in portantina insieme a Baba che, acclamata dalla folla, mostra la lunga barba nera. Il giovane confessa alla stupefatta Anne che quella è la sua sposa. La giovane, affranta dal dolore, si allontana.

Scena III. Dopo poco tempo Tom inizia a non sopportare più la moglie petulante e arrogante, al punto che fra i due scoppia una rissa; Tom fa star zitta la moglie mettendole sul capo la sua parrucca rovesciata. Tom si addormenta mentre Nick introduce nella stanza uno strano macchinario; quando Tom si sveglia dice di aver sognato una prodigiosa macchina che può trasformare le pietre in pane. Shadow lo rassicura che il suo sogno è diventato realtà e che egli può fare del bene alla gente liberandola dalle necessità.

 

Atto terzo

Scena I. L'impresa si rivela un fallimento e Tom perde tutti i suoi averi che vengono messi all'asta compresa Baba che ha ancora la parrucca in testa; una gran folla si è radunata nella stanza di Tom per assistere all'asta. Quando il banditore inizia la vendita toglie la parrucca dal capo di Baba mentre Tom grida "Vecchie mogli da vendere!". Anne giunge per cercare Tom e Baba la esorta a trovarlo e a farlo, se possibile, rinsavire.

Scena II. In un cimitero. Sono trascorsi ormai un anno e un giorno da quando Shadow aveva preso l'impegno di servire Tom; egli esige perciò il suo compenso e, come Mefistofele, in base al patto stipulato con Tom, pretende da lui l'anima, ma gli dà un'ultima possibilità di salvarsi con una partita ai dadi. Tom, grazie al suo amore per Anne, riesce a sconfiggere Shadow e ad aver salva la vita, ma per scontare le sue colpe perderà la ragione. Nick sprofonda tra le fiamme portando con sé la ragione del giovane.

Scena III. In manicomio, Tom, fuori di senno, si crede Adone, quando Anne lo va a visitare la scambia per Venere e le chiede perdono. Con una dolce ninna nanna Anne riesce a far addormentare Tom. Quando Trulove sopraggiunge e porta via la figlia, Tom, non trovandola più, muore con il cuore spezzato.

Epilogo. Il sipario si chiude con la morale finale cantata dai protagonisti: "Da quando Eva se ne andò con Adamo, il Diavolo trova sempre un lavoro per le mani oziose".

Cast

Musica di Igor Stravinskij

Favola in tre atti

Libretto di Wystan Hugh Auden e Chester Kallman

 

REGIA: Michael Mariotti

DIREZIONE: Rafael R. Villalobos

Maestro del coro: Ciro Visco

Scene: Pablo Chaves Maza

Luci: Felipe Ramos

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Trulove: Simone Alberghini

Anne, sua figlia: Rosalia Cid

Tom Rakewell: Lawrence Brownlee

Nick Shadow: Alex Esposito

Mother Goose: Jennifer Larmore

Baba la Turca: Daniela Barcellona

Sellem: Ya-Chung Huang

Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma

Nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma

In lingua originale con sopratitoli in italiano e inglese

Location
Teatro dell'Opera - Teatro Costanzi

Il Teatro dell'Opera, per il periodo compreso tra la sua edificazione (1879), voluta da Domenico Costanzi (1810-1898), e il 1926, anno in cui il teatro fu acquistato dall'allora Governatore di Roma, portò il nome del suo costruttore.

 

Domenico Costanzi, impresario edile, ne affidò la realizzazione all’architetto milanese Achille Sfondrini (1836-1900), specializzato nella costruzione e nel restauro di teatri. Edificato in diciotto mesi sull'area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, fu inaugurato il 27 novembre 1880 con l'opera Semiramide di G. Rossini, diretta dal maestro Giovanni Rossi, alla presenza dei sovrani d'Italia.
Sfondrini progettò il teatro privilegiando soprattutto il risultato acustico e concependo la struttura interna come una "cassa armonica"; la forma a ferro di cavallo ne è una delle prove più evidenti.


In origine il teatro, in grado di accogliere 2212 spettatori, disponeva di tre ordini di palchi, di un anfiteatro e di una galleria, il tutto sormontato dalla cupola, di pregevole fattura, affrescata da Annibale Brugnoli.
Costanzi, che vi aveva investito quasi tutto il proprio patrimonio, conseguentemente al perentorio rifiuto, da parte dell’Amministrazione Comunale, di comprare il Teatro, fu obbligato a diventarne il diretto gestore; pur costretto ad affrontare vari problemi di natura economica, sotto la sua direzione "impresariale", il Teatro ospitò «prime assolute» di opere, quali Cavalleria Rusticana (17 maggio 1890) e L'Amico Fritz di P. Mascagni (31 ottobre 1891), poi diventate famosissime.


Dopo un breve periodo, sotto la direzione del figlio di Costanzi, Enrico, al quale va riconosciuto il merito di aver contribuito alla realizzazione di altre grandi "prime", come Tosca di G. Puccini (14 gennaio 1900) e Le Maschere (17 gennaio 1901), La conduzione amministrativa del Teatro Costanzi fu rilevata nel 1907 dall'impresario Walter Mocchi (1870-1955), per conto della Società Teatrale Internazionale e Nazionale (STIN).
Nel 1912 Emma Carelli (1877-1928), moglie di Mocchi, divenne direttrice e responsabile della nuova «Impresa Costanzi», così ribattezzata dopo varie trasformazioni di ordine societario. Con l'acquisizione del Costanzi da parte del Comune di Roma, il teatro diventò "Teatro Reale dell'Opera" e ne fu disposta una parziale ristrutturazione, affidata all'architetto Marcello Piacentini. Chiuso, il 15 novembre 1926, fu nuovamente inaugurato il 27 febbraio 1928 con l'opera Nerone di A. Boito, diretta dal maestro Gino Marinuzzi.


Con l’avvento della Repubblica, acquisita l' attuale denominazione di "Teatro dell’Opera", l’edificio nel 1958 subì, per volontà dell' Amministrazione Comunale, un'ulteriore ristrutturazione e ammodernamento.
Nel corso di oltre un secolo di vita, il Teatro dell'Opera ha visto aumentare sempre più il proprio prestigio anche in campo internazionale. Nelle numerose stagioni si sono succeduti interpreti di fama mondiale, da Caruso a Gigli, Šalljaplin, Pertile, Lauri Volpi, dalla Muzio alla Caniglia, Maria Callas, Renata Tebaldi, Montserrat Caballé, Marilyn Horne, Raina Kabaivanska; da Del Monaco a Corelli, Giuseppe Di Stefano, Tito Gobbi, Alfredo Kraus fino a Raimondi, Carreras, Domingo, Pavarotti.


E direttori illustri quali Eric Kleiber, Klemperer, Toscanini, De Sabata, Marinuzzi, Gui, Serafin, Von Karajan, Gavazzeni, Solti, Abbado, Prêtre, Mehta, Maazel, Rostropovich, Patanè, Sinopoli, Sawallisch, Sanzogno, Gelmetti e dal 2008 il Maestro Riccardo Muti.

 

Come raggiungere il Teatro dell'Opera

Piazza Beniamino Gigli, 7

 

METRO
Linea A - fermata REPUBBLICA TEATRO DELL'OPERA

AUTOBUS
Via Nazionale - H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T
Via Depretis - 70, 71
Via Cavour - 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714
Stazione Termini - 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714

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